La grande abbuffata

Data Pubblicazione: 19/12/2016

La grande abbuffata

Il cervello ci aiuta a frenare la grande abbuffata grazie ad un recettore conosciuto come TAAR1. Vi lasciate andare grandi abbuffate e poi vi fate mangiare dai sensi di colpa? Tranquillizzatevi perché il cervello frena le abbuffate! Se siete tra chi si lascia andare troppo frequentemente a grandi mangiate ma temete per la vostra linea e per la salute, arriva in soccorso una ricerca condotta da scienziati italiani.  È stato, infatti, scoperto un recettore presente nel cervello che attiva l'impulso a mangiare oltre misura. La ricerca è stata fatta presso l'università di Boston. Il cervello frena la voglia di abbuffarsi grazie al TAAR1, un recettore posizionato sulla corteccia prefrontale. Tale recettore funzionerebbe come una sorta di interruttore: se premuto spegne l'impulso alla grande abbuffata.

Il cervello frena le abbuffate: il recettore contro obesità e bulimia

Grazie al ritrovamento del TAAR1 si aprono scenari interessanti per la cura di disturbi alimentari molto diffusi. Parliamo di obesità, bulimia e anoressia. In tutti i casi possono essere presenti come sintomatologie ripetute e abbuffate compulsive. Si tratta dei cosiddetti binge eating e sono una delle caratteristiche dei disturbi alimentari sopra menzionati. I binge eating si verificano più di una volta a settimana e le vittime vanno alla ricerca di cibi spazzatura quali zuccheri, grassi e snack. La scoperta del ricettore che fa in modo che il cervello aiuta a smettere di abbuffarsi, può essere molto utile. Si tratta, infatti, di una novità che può essere sfruttata per trovare una soluzione al problema che coinvolge ben tre milioni di italiani. Tante sono le persone vittime dei disturbi alimentari con una grande maggioranza di adolescenti (circa due milioni), in particolar riguardo l' abbuffata di dolci.

La grande abbuffata e i comportamenti patologici

Grazie alla scoperta del TAAR1, è stata realizzata una molecola che va ad attivare questo recettore frenando così l'impulso compulsivo a mangiare. Le sperimentazione sugli animali hanno dato esito positivo. La molecola attivando il TAAR1 stoppa le abbuffate degli animali ma senza effetti negativi: cioè viene meno l'impulso a mangiare. Tale molecola potrebbe servire a mettere un freno a numeri sempre più preoccupanti in tema di disturbi alimentari: negli ultimi anni, infatti, si è assistito a un abbassamento dell'età di chi soffre di tali disagi con un aumento degli uomini coinvolti. Sazi con insalata e cibi interi: abbuffate addio

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