Sazi con insalata e cibi interi: abbuffate, addio

Data Pubblicazione: 11/09/2015

Sazi con insalata e cibi interi: abbuffate, addio

Riuscire a poter mangiare senza ingrassare, con gli alimenti che ci rendono sazi ma magri: i ricercatori sono all'opera per riuscire a individuarli.

Il progetto europeo Satin, è al lavoro per individuare quegli alimenti che sono in grado di regalarci un senso di sazietà, con poche calorie.
L'insieme di cervelli universitari europei, di provenienza spagnola, inglese, svedese e danese, stanno vagliando e mettendo a punto cibi arricchiti con sostanze super sazianti, come ad esempio, delle polpette di pesce cucinate con l'aggiunta dei semi di carruba.
In sintesi, lo studio ha portato alla luce che esistono alimenti come i semi di carrube, i piselli, le lenticchie e i fagioli, che contengono amidi resistenti in grado di stimolare la produzione di acidi grassi a catena corta da parte della flora batterica intestinale.
Gli acidi grassi a catena corta, se così opportunamente stimolati, hanno il potere di inviare un senso di sazietà al cervello che induce immediatamente, il fermarsi dal mangiare ulteriormente.
Riuscire a realizzare alimenti a cui sono stati aggiunti gli amidi in questione, renderebbe molto più facile seguire una dieta appropriata, dove abbuffarsi diventerebbe impossibile.
Certo, il senso di sazietà non deriva solo ed esclusivamente da un puro atto meccanico: oltre il fisico, è necessario che il cervello risulti soddisfatto del pasto appena compiuto, ed è difficile che questo avvenga se si è coscienti di aver mangiato solo un'insalata.
Quest'ultimo fattore, non dipende solo ed esclusivamente da un aspetto psicologico, ma da una dipendenza sviluppata nel tempo, verso quei cibi che sono inesistenti in natura ma che ormai sono di uso comune, come gli snack o i dolci che, insaporiti a dovere, annullano completamente la capacità propria del cervello di riuscire a sentirsi appagati dopo un pasto: se non sono presenti anche e soprattutto quei cibi che saziano quella dipendenza, in dosi via via sempre maggiori affinché il cervello si appaghi, non c'è gratificazione e quindi, siamo spinti a continuare a mangiare.

Dipendenza e tentazioni, sono alla base della sistematica distruzione del controllo del proprio appetito: siamo così spinti a dover mangiare, memori di un tempo non proprio così tanto lontano dove il cibo non c'era a sufficienza, che, un'insalata, non riuscirà facilmente a distoglierci da un un piatto che appaga la nostra famelica golosità.

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