Dieta mediterranea contro la depressione

Data Pubblicazione: 17/12/2020

Dieta mediterranea contro la depressione

La dieta mediterranea contro la depressione. La regina della dieta sana è utile anche per prevenire l’insorgere della depressione e sarebbe anche – in determinati casi – più efficace di specifici trattamenti. Lo pensa Michael Berk, psichiatra e docente alla Deakin University di Melbourne. L’esperto è partito da alcune ricerche sulla relazione dell’alimentazione con alcune malattie croniche, soffermandosi in particolare sulla dieta mediterranea. Bark in particolare si è concentrato su cosa comporta una dieta con meno carne rossa e grassi animali a livello di salute mentale.

Dieta Mediterranea, perché combatte la depressione

Il risultato è stato importante: una dieta a base di cereali integrali, legumi, verdura e frutta con quantità limitate di vino, pesce e pollame (in pratica la dieta mediterranea) riesce a ridurre fino al 40% il rischio di sviluppare sintomi depressivi. Sono questi gli alimenti contro la depressione. Per dimostrarlo ha utilizzato uno studio condotto su oltre mille donne australiane di età compresa tra i 25 e i 95 anni.
Ma non è tutto perché la dieta mediterranea può essere considerata a tutti gli effetti una terapia: in confronto ad un placebo, infatti, ha dimostrato una maggiore efficacia e lo stesso si può dire anche nel paragone con farmaci “nutraceutici”.
Entrando più nel dettaglio, l’alimentazione più favorire l’insorgere della depressione andando a stimolare il rilascio delle chitochine, sostanze chimiche che vanno a danneggiare i tessuti ed ad alterare l’umore. In generale, una dieta non sana può essere paragonata a un trauma emotivo o addirittura all’abuso di sostanze.
Anche per questo Berk evidenzia come sia fondamentale una corretta educazione alimentare fin da bambini: questo perché il rischio di depressione è correlato in maniera proporzionale agli alimenti infiammatori che sono assunti fin dall’infanzia e anche in utero, lì dove avviene lo sviluppo del sistema nervoso. Infatti i cibi infiammatori hanno come conseguenza una riduzione del volume dell’ippocampo, zona cerebrale che influenza anche umore e comportamento.

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