A tavola tra eleganza e bon ton

Data Pubblicazione: 23/08/2015

A tavola tra eleganza e bon ton

"Che c'è di peggio di vedere lui che dopo cena mi strappa un capello e lo usa come filo interdentale, a tavola?" così la deliziosa Meg Ryan rassegnata, recitava nel film Harry ti presento Sally. Ed è proprio per salvarci da questo tipo di "orrori" che il bon ton non dovrebbe abbandonarci mai. Ma quali sono le norme del galateo, come dovremmo comportarci a tavola per evitare uno sguardo simile a quello della simpatica Meg? Le numerose guide sul bon ton a tavola, spesso dimenticano di menzionare il buon senso che basilare ed elementare, eviterà sonore figuracce e indimenticabili gaffes! Che si tratti di una cena in famiglia o di un’occasione importante ed ufficiale, il vecchio ma non obsoleto buon senso sarà la carta vincente quando di colpo avremo dimenticato le regole prescritte. Le norme del galateo a tavola prevedono rigidi rituali che spesso faticano ad adattarsi al nostro frenetico modo di vivere. Ma forse, proprio nel rallentare è racchiusa la bellezza di ritrovare la finezza di gesti persi nell'affrettare ogni azione quotidiana compresa quella di consumare i pasti tra persone. Bon ton è anche ritrovare il gusto di conversare con i nostri commensali attraverso le parole e non con una chat sempre aperta o un social network dove postare con dovizia di particolari, pietanze e volti. Un abbigliamento ricercato, una tavola generosa di bellezza da gustare con gli occhi ancor prima di assaporare i cibi, la postura che quando è corretta è armoniosa spinge verso gli altri, anzichè spalle curve che significano chiusura e solitudine, tutto questo racchiude l'essenza del galateo. La voce, il tono con il quale si conversa che dovrà essere dolce, perchè l'aggressività e il vociare sono disarmoniosi e mal si addicono ad una tavola elegante, così le parole faranno da cornice e saranno ricordate come quei bellissimi calici di Baccarat sollevati discretamente ad augurare, attraverso gli sguardi, un motivato augurio, ma soprattutto sincero. Sarebbe stato forse più facile elencare minuziosamente norme comportamentali del tipo "come usare il tovagliolo... non allungare le gambe sotto il tavolo", sicuramente più facile ma meno incisivo perchè spingerebbe ad eseguire azioni ma non a pensare e non pensare è l'azione meno elegante che si possa fare. Non resta che sedersi a tavola, tra persone da guardare negli occhi e con le quali dividere momenti di intimità emotiva o magari squisitamente formali. In ogni caso praticare l'armonia di gesti sarà sempre un segno distintivo anche quando si dimentica l'esatta posizione di piatti e bicchieri da usare secondo le portate.

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