Come utilizzare il cardamomo

Data Pubblicazione: 08/10/2018

Come utilizzare il cardamomo

Non è molto conosciuto in Europa, per questo in molti potrebbero domandarsi come utilizzare il cardamomo. Frutto dell'Elettaria cardamomum, questa spezia è molto utilizzata soprattutto in Oriente dove ad esempio è uno degli ingredienti del curry, tipica ricetta indiana. In Italia e in genere in Occidente si sta iniziando ad usarlo in cucina, ma soprattutto nel nostro Paese non è di facile reperimento, potendolo trovare nelle erboristerie e nei market meglio forniti. Solitamente si può utilizzare il cardamomo in cucina in baccelli, polvere o semi: la prima forma è da preferire in quanto consente una migliore conservazione dell’aroma.

Come utilizzare il cardamomo, aprire i baccelli

Prima di vedere come utilizzare il cardamomo, possiamo conoscere meglio questa spezia: il suo sapore ricorda quello del limone, mentre l’odore è simile all’eucalipto; ottimo per piatti a base di riso, è spesso utilizzato anche per preparare degli infusi e per realizzare dei dolci. Questa spezia ha notevoli proprietà benefiche: conosciuta in passato per il suo potere afrodisiaco, è ottima per favorire la digestione, ridurre il gonfiore addominale di alcuni cibi e profumare l’alito.

Ma vediamo come utilizzare il cardamomo. Abbiamo già detto che è preferibile acquistare i baccelli: questi vanno poi rotti e aperti in modo da poter recuperare i semini racchiusi al suo interno. Una volta presi i semi possono essere macinati con pestello e mortaio oppure semplicemente schiacciati utilizzando un coltello. Una volta prelevati i semini, vanno consumati al più preso. I baccelli, invece, possono essere tenuti in frigorifero all’interno di un sacchetto di carta per alimenti, meglio se inumidito.
Una volta visto come utilizzare il cardamomo, è opportuno specificare anche che ne esistono diverse varietà: quella verde è la più pregiata e garantisce un aroma balsamico e molto intenso; quella marrone garantisce sentori di legno affumicato; la nera è la varietà più conosciuta con il suo sapore delicato; infine, la bianca, ancora più delicata ma anche la meno utilizzata in cucina.

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