Le posate fatte con il latte

Data Pubblicazione: 08/11/2019

Le posate fatte con il latte

Addio plastica, arrivano le posate fatte con il latte! No, non avete sbagliato a leggere: i ricercatori dell’Università di Tor Vergata hanno ideato la ‘Splastica’. Si tratta di una bioplastica, dura, compostabile, capace di resistere alle temperature sia alte che basse: qual è la novità? Semplice, è creata con il latte andato a male. Con la Splasticasi può realizzare un piatto, delle posate o anche delle tazze per bere bevande calde.

Splastica, le posate con il latte andato a male

Il vantaggio è che si tratta di un materiale al 100% biodegradabile, realizzato a base di polimeri naturali ottenuti da scarti alimentari non edibili, attraverso una sintesi ecosostenibile. La lotta alla plastica passa quindi per il Lazio dove è stata creata la Splastica, capace di degradarsi in 45 giorni e che potrebbe sfruttare gli scarti ad esempio dei caseifici: basti pensare che in un caseificio di medie dimensioni si finisce per gettare via 300mila litri di latte andato a male ogni anno, una quantità che potrebbe essere utilizzata per creare 64 tonnellate di Splastica. Tra i vantaggi c’è il prezzo, più contenuto rispetto alle altre bioplastiche attualmente in commercio, anche se ancora superiore a quello della plastica normale. Inoltre questa bioplastica è capace di resistere a temperature che vanno da -196°C a +60°C e può essere utilizzata per 18 mesi.
Insomma, la lotta alla plastica registra un nuovo capitolo e di idee innovative c’è sicuramente bisogno visto che – in base ai dati Ue – ogni anno ben 100mila tonnellate di plastica finiscono nei mari del Vecchio Continente. Per questo si registra un’impennata del settore delle bioplastiche: in Italia ci sono 252 aziende con 2550 dipendenti con una crescita del 67% rispetto al 2012, anno di nascita del settore, con un giro di affari di 685 milioni di euro (dati 2018) e una crescita anche in questo caso dell’87%.

Pubblicata il 08/11/2019

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