Frutta e verdura contro lo
spreco alimentare: scende in campo anche il Comune di Napoli con un’iniziativa per combattere gli sprechi alimentari. E’ stato, infatti, firmato al Centro Agro Alimentare di Napoli (CAAN) un protocollo di intesa con il Banco alimentare della Campania per recuperare i prodotti ortofrutticoli rimasti invenduti: grazie a questa iniziativa, condivisa dall’amministrazione comunale, la frutta e verdura che non sarà venduta sarà donata a mense sociali e famiglie non abbienti.
Soddisfazione da parte del sindaco de Magistris che ha spiegato i motivi dell’appoggio del Comune a tale iniziativa: “Ne condivido pienamente le finalità. Ho voluto firmare qui e non a Palazzo San Giacomo per testimoniare quanto il Comune sostiene CAAN. Un Polo strategico fondamentale per l’agroalimentare campano che non solo, come abbiamo fatto nel corso del 2018, va salvato, ma va anche e rilanciato”.
Spreco alimentare, l’iniziativa del Comune di Napoli
Grazie a questa iniziativa allora non vedremo più frutta e verdura a fine giornata nei mercati finire al macero. Questi prodotti, altamente deperibili, quando non venduti vanno a finire nella spazzatura: un fattore che, oltre allo spreco alimentare, aumenta anche i costi sia dal punto di vista economico che ambientale. Ecco allora che grazie alla collaborazione CAAN e Banco alimentare della Campania, le derrate rimaste invendute o comunque che non possono restare nel ciclo commerciale, saranno raccolte e stoccate in un’area della Galleria Ortofrutta destinata all’iniziativa. Fatto ciò, toccherà ai referenti del Banco Alimentare occuparsi del prelievo, del trasporto e dello smistamento della merce attraverso la propria rete: ogni giorno sono oltre 150mila le persone in difficoltà che vengono aiutate grazie al Banca Alimentare e ben 7mila tonnellate di cibo che ogni anno sono ‘salvate dalla spazzatura e destinate a chi ha difficoltà anche a preparare un pasto caldo. Un’iniziativa da lodare che si unisce alle
tante che negli ultimi anni si sono avviate per combattere gli
sprechi alimentari: una piaga sempre più sentita in un’era in cui la povertà, anche in Paesi sviluppati come il nostro, è in aumento.