Paprika, una spezia dal sapore doppio

Data Pubblicazione: 27/02/2017

Paprika, una spezia dal sapore doppio

Tra le spezie più note in cucina trova posto anche la Paprika. Ottenuta dal peperoncino, può essere di tipo dolce o piccante in base alla varietà di peperoncino che si utilizza. Il nome deriva dall’ungherese: in questa lingua, infatti, tale termine fa ad indicare il genere Capsicum del peperone. A differenza delle polvere di peperoncino, per ricavare la paprika si macina il peperoncino essicato ma senza la parte interna bianca. Coltivato in Sud America e diffuso in Europa tramite l’Ungheria, che a sua volta lo aveva importato dalla Turchia, il peperoncino si può trovare anche in Perù, Cile, Brasile, Sud Africa, Israele, Cina e Mozambico.

Esistono diverse qualità di paprika:

Kulonleges: colore rosso vivo, ha un sapore molto delicato e non piccante. Eros Paprika: il colore in questo caso è marrone e il sapore è piccante. Paprika fine: colore chiaro, presenta un sapore dolce. Paprika rosa: qualità dal gusto deciso. Paprika dolce: al contrario della precedente ha un sapore molto aromatico e presenta un colore rosso acceso. Dal punto di vista delle proprietà nutritive, questa spezia, grazie alla presenza di vitamina C, è stata utilizzata per debellare lo scorbuto tra i marinai. Presenta capsicina, una sostanza che stimola l’afflusso del sangue. Tra le altre proprietà benefiche troviamo:  stimolante gastrico, utile nel combattere i reumatismi e per i dolori muscolari. Inoltre è utilizzato anche per aiutare la mobilitazione dei grassi del tessuto adiposo e contro la caduta dei capelli. Tra i nutrienti presenti in questo alimento ci sono anche vitamina B, C. E e K, sali minerali (in particolare calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio e selenio). In 100 grammi di prodotto sono presenti:
  • Kcal 282
  • Proteine 14,14 g
  • Carboidrati 53,99 g
  • Zuccheri 10,34 g
  • Grassi 12,89 g
  • Colesterolo 0 mg
  • Fibra Alimentare 34,9 g
  • Sodio 68 mg

Cenni storici

La paprika, come abbiamo anticipato in precedenza, deriva dal peperoncino: è una pianta la cui origine si ritrova in America e che in Europa fu introdotta dagli Ungheresi tramite la Turchia. Leggenda vuole che fu una giovane contadina ungherese, costretta a vivere nell'harem di un pascià turco, ad aver insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivare i peperoncini, dopo che durante la sua prigionia in Turchia aveva spiato come veniva coltivati nei giardini del pascià. Ancora oggi in Ungheria il raccolto dei peperoncini è un momento di gioia e condivisione: l’8 settembre le donne indossano i costumi tradizionali ungheresi e raccolgono i peperoni facendone lunghe ghirlande da appendere poi sui muri delle case.

Come conservare

Questa spezia che tende a scurirsi in tempo abbastanza brevi e perdere il sapore. Per conservarla al meglio occorre riporla in barattoli da conservare lontano dalla luce. Varietà di preparazione della paprika La paprika può essere utilizzata in una varietà di preparazioni: comunemente utilizzata per aromatizzare la carne, può anche essere abbinata a formaggi, pomodori o unita ad altre spezie per realizzare una miscela. In Ungheria si utilizza nella preparazione di goulash e tokàny, due piatti tipici della cucina di quel paese. Sempre dalla cucina ungherese arriva il letcho, un contorno ideale per accompagnare la carne e realizzato con peperoni, pomodori, lardo, paprika e cipolle. Ma non mancano le ricette che prevedono l’utilizzo di questa spezia: ad esempio un piatto di lenticchie alla paprika e pancetta  o ancora un invitante agnello alla paprika.

Pubblicata il 27/02/2017

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