Expo 2015 : cibo e spreco alimentare un binomio imperfetto

Data Pubblicazione: 28/08/2015

Expo 2015 : cibo e spreco alimentare un binomio imperfetto

 Il crimine del ventunesimo secolo: l'enorme spreco di cibo, uno scempio non più tollerabile. Come dice Expo 2015 la sfida da affrontare sarà: nutrire il Pianeta. 
Ad oggi, purtroppo, nel mondo continuano ad esserci disuguaglianze tra quei pochi fruitori e consumatori delle risorse disponibili e i tantissimi poveri a cui non restano che briciole.
Una piccola parte della popolazione, dunque, costituita da persone più o meno abbienti compra del cibo, lo consuma, lo spreca e spesso lo butta e un'altra parte, molto più ampia di essere umani, completamente privi di sostentamento che sopravvivono con grandi difficoltà. 
L' Expo 2015 ha dato grande rilevanza agli sprechi alimentari e alle eventuali soluzioni da trovare per sconfiggere " la grande ingiustizia " ossia il cibo buttato nell' immondizia, un vero e proprio sfregio fatto nei confonti delle vittime della fame.
Per risolvere una tale piaga, viene auspicata l'adozione, da parte sia dei singoli e sia dei governi, di scelte consapevoli finalizzate a colmare lo squilibrio esistente tra le risorse disponibili e il loro consumo. 
Da dove bisogna partire, è d'obbligo chiedersi, per risolvere il problema dello spreco alimentare? Perchè non cominciare con il combattere le cattive abitudini che interessano un po' tutti, come l'acquisto compulsivo del cibo che porta a riempire oltremisura il carrello della spesa di prodotti destinati, spesso, a riempire le nostre pattumiere?
Educhiamo noi stessi, i nostri figli a comprare poco cibo, di buona qualità che basti al massimo per due, tre giorni. In questo modo, non ci troveremo più, una volta aperto il frigo, di fronte allo yogurt scaduto, alla mela marcia, al formaggio ammuffito o alla scatoletta scaduta perchè abbandonata in un angolo dimenticata da tutti.
Allargando lo sguardo sulla nostra società non possiamo girare gli occhi e le coscienze di fronte alle tonnellate di cibo che ogni giorno non vengono consumate nelle carceri, nelle mense scolastiche, negli ospedali piuttosto che nei supermercati. Rispetto ad uno spreco così abnorbe di cibo che grida vendetta da parte di un'umanità affamata, la politica deve trovare soluzioni definitive, creando un sistema di raccolta, di conservazione e distribuzione del cibo.
E' di qualche mese fa l'articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano intitolato Expo 2015 e non solo: parliamo di cibo e soprattutto di spreco alimentare che fa riferimento al Banco alimentare, un'associazione reticolare nata con lo scopo di ritirare le eccedenze donate dalle filiere agroalimentari, per poi distribuirle ai meno abbienti. 

Giustizia, uguaglianza, condivisione e giusta distribuzione delle risorse, sono principi universali che gli uomini dovranno fare propri, c'è in palio la sopravvivenza dell'umanità tutta, non soltanto di una piccola parte di essa.

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