Pizza patrimonio dell'Unesco

Data Pubblicazione: 19/05/2016

Pizza patrimonio dell'Unesco

La pizza napoletana diventerà patrimonio dell'Umanità?

Pizza patrimonio dell'Unesco
La pizza napoletana e l’arte dei pizzaioli napoletani rappresentano la cucina italiana in tutto il mondo e sono stati candidati quali patrimonio immateriale dell’Unesco.
Quando all'estero provate a chiedere quale sia il simbolo culinario dell'Italia una delle due risposte che riceverete sarà sicuramente "la pizza".
Sono state raccolte oltre 1 milione di firme per valorizzare questo prodotto made in Italy in un contesto importante come quello dell'Unesco, perchè in Italia ed a Napoli in particolare fare la pizza è una vera e propria arte. Dal 1984 la pizza napoletana viene promossa e tutelata dall’associazione no-profit "Verace Pizza Napoletana" che ha redatto il testo "Disciplinare della pizza" all'interno della quale si trovano le regole inviolabili che devono essere seguite per ottenere la vera pizza napoletana. Ma vediamo quali sono le regole che devono essere seguite per avere un risultato che sia degno dell’arte dei pizzaioli napoletani. Si parte dalla ricetta che ad ogni litro di acqua deve associare circa 50 grammi di sale, 3 grammi di lievito e circa 1,75 chilogrammi di farina (di tipo W 220-380). Il tempo di impasto ha una durata totale di 30 minuti: i primi 10 servono per aggiungere la farina ed i restanti 20 per la sua lavorazione a bassa velocità. Si passa poi alla prima, importantissima, lievitazione che impiega 2 ore di tempo e che deve avvenire a seguito dello "Staglio a mano" dell'impasto in panetti con un peso compreso tra i 180 ed i 250 grammi.
La seconda lievitazione avviene in delle cassette per alimenti ed ha una durata variabile dalle 4 alle 6 ore. Una volta ottenuto l'impasto si passa alla sua lavorazione per dare vita alla pizza. Il panetto viene adagiato sul piano di lavoro su un leggero strato di farina (così si evita che la pasta aderisca al piano) e con un movimento rotatorio che va dal centro verso l’esterno (nel corso del quale il panetto che viene rivoltato varie volte) viene formato il disco di pasta. Con le dita viene formato anche il bordo (di circa 1/2 centimetri) che in fase di cottura darà vita al famoso "cornicione" che rappresenta un elemento imprescindibile della pizza napoletana. Una volta pronta la pasta con l'aiuto di un cucchiaio verrà adagiato sull'impasto il pomodoro fresco o pelato dal centro verso l'esterno, la mozzarella (meglio se bufala campana D.O.P.), un pizzico di origano e basilico ed infine un filo di olio d’oliva ottenuto da pressione a freddo. Si passa così alla cottura, che deve avvenire esclusivamente in forni a legna che consentono il raggiungimento di una temperatura di 485 °C grazie alla quale sarà possibile cuocere la pizza in un massimo di 90 secondi.
Il Guardian ha utilizzato queste parole per definire la pizza napoletana: "Chiunque abbia avuto l’occasione di provare la vera pizza napoletana può attestare le sue qualità maestose, e ora l’Italia vuole che il suo cibo più identitario venga riconosciuto come tesoro globale". La candidatura è stata ufficializzata lo scorso 14 Aprile 2016 presso la sede Unesco di Parigi, ed ora non rimane che attendere il 2017, anno in cui si conoscerà il verdetto di questa candidatura.

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