Olio di colza

Data Pubblicazione: 01/06/2016

Olio di colza

Luci e ombre dell'olio di colza: nocivo o no?

L'olio di colza sarebbe davvero nocivo per l'uomo? Numerose le perplessità e le contraddizioni su questo prodotto alimentare quasi sconosciuto nel nostro Paese.
In Italia è impossibile trovare in commercio l'olio di colza nel reparto alimentari. Questo perché nonostante si tratti di un olio di origine vegetale rimane un prodotto molto dibattuto e normalmente nel nostro Paese non viene impiegato per l'alimentazione umana. Generalmente infatti si utilizza per la produzione di mangimi per gli animali o come biocarburante.
Ciononostante l'olio di colza si può trovare anche in alcuni prodotti alimentari, come ad esempio la margarina, con la dicitura evasiva di "oli vegetali", un po' come accade per l'olio di palma. L'olio di colza si estrae dai semi di colza, una piantina dai tipici fiori di un bel giallo acceso. L'uso alimentare di quest'olio cominciò a metà del XIX secolo, ma risvegliò fin da subito delle perplessità nei medici del periodo a causa della presenza di un lipide cardiotossico, l'acido erucico. In seguito si lavorò alla selezione di un tipo di colza con percentuali minime di acido erucico. Da questa nuova varietà di pianta, la "Canadian Brassica", nacque l'olio denominato canola oil, reso in italiano come olio di canola, ed utilizzato in molti Paesi nel campo alimentare. In Francia e Germania, ad esempio, l'olio di colza viene impiegato per la preparazione di prodotti alimentari confezionati bio ed è andato a sostituire l'olio di palma. Negli Stati Uniti quest'olio è diffusissimo nei supermercati e viene ampiamente utilizzato in campo alimentare per la preparazione casalinga di biscotti, torte ed altre pietanze. Ma è davvero benefico per la salute? Certo è che si tratta di un prodotto a basso costo ed il suo impiego risulta molto conveniente per le aziende alimentari.
È bene sapere che l'olio di colza non viene spremuto a freddo ma si ottiene tramite dei lunghi processi di raffinazione che includono l'utilizzo di solventi. Non solo, quest'olio viene anche sottoposto a decolorazione e reso quasi inodore. I produttori principali di olio di colza sono Canada, Pakistan ed India. La coltivazione di questa pianta inoltre desta non poche perplessità per quanto riguarda l'aspetto ambientale. Al giorno d'oggi l'olio estratto da questa pianta si utilizza principalmente per produrre biocarburanti e la superficie agricola impiegata è molto vasta e sottrae spazio per la produzione di cereali ai fini dell'alimentazione umana.
In conclusione non si può definire l'olio di colza un alimento sicuro al 100% ma in Italia non mancano certamente le valide alternative: meglio dunque continuare a consumare l'olio d'oliva nostrano, di qualità ben superiore, di origine biologica e spremuto a freddo.

Pubblicata il 01/06/2016

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