Cinema e cibo: "Matrimonio all'italiana"

Data Pubblicazione: 16/10/2015

Cinema e cibo:

Nel titolo del suo nuovo libro "Pane, film e fantasia", l'autrice Laura Delli Colli ha magistralmente riassunto il tema della sua opera: "la storia del cinema italiano attraverso la cucina". 

Un rapporto quello tra cibo e cinema italiano che sembra una sorta di connubio da sempre, infatti, il nostro cinema ha mostrato al mondo l'arte culinaria italiana con i suoi tipici piatti, le tavole povere o riccamente imbandite.
Dal neorealismo del dopoguerra alla commedia all' italiana, il cibo nei film è stato spesso presente. Con Monicelli, nei "Soliti Ignoti" la pasta e ceci diventa un premio di consolazione per il fallimento di un furto, mentre in "Parenti Serpenti", la tavola imbandita per il ricco pranzo della Vigilia di Natale, diventa la scena attorno alla quale, i protagonisti, mostrano la propria vita con le relative miserie e ipocrisie, premeditando prima e attuando poi l'assassinio dei vecchi genitori. Come non ricordare "Miseria e Nobiltà" che rappresenta il tripudio del cibo con Totò che balla la tarantella sul tavolo mentre conserva una scorta di spaghetti nelle tasche, come a voler esorcizzare la miseria che attanagliava l'Italia di allora. Nel film "Totò, Peppino e la Malafemmina" a Milano, i protagonisti, cosa tirano fuori dalla valigia? Maccheroni, olio, caciocavallo, salumi e finanche una gallina viva per l'ovetto quotidiano. In un'altra pellicola "Un americano a Roma " Sordi, davanti alle "zozzerie americane", si lascia corrompere da un piatto di spaghetti con l'indimenticabile battuta: "Maccarone, m'hai provocato e io te distruggo", ritornando, per un attimo a sentirsi di nuovo italiano.
Anche in "Vacanze intelligenti" un altro film con Sordi, tutto ruota intorno al cibo e viene descritta un'Italia non più povera ma che si è arricchita con il boom economico e dove i due protagonisti, stufi della dieta dimagrante raccomandata dai figli, decidono di ingozzarsi fino a sentirsi male. 
Il cibo, oltre ad accompagnare le tante vicende umane descritte nei film ne suggerisce anche i titoli. Il culmine lo si raggiunge nella "Grande abbuffata" di Marco Ferreri dove i personaggi si rinchiudono in una villa solo per mangiare, alla fine vengono ammazzati dal cibo, infatti, lo scopo di quella grande abbuffata era proprio il suicidio. In "Pizza connection" Damiani abbina la famosa pizza alla mafia. Numerosi i titoli di film che fanno riferimento al cibo: "Marcellino pane e vino", "Maccheroni", "Riso amaro"," Anche gli angeli mangiano fagioli", "Aragosta a colazione", "Il Grande cocomero", "Camerieri" e tantissimi altri. Gli stessi western di Sergio Leone sono passati alla storia con la dicitura di "spaghetti western", chiamati così perchè prodotti in Italia. 

Infine come diceva Jonny Stecchino, al secolo Roberto Benigni, nel suo famoso film: "qui ( in Italia) è tutto un magna magna".

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