La papaya, alla scoperta del melone dei caraibi

Data Pubblicazione: 01/09/2017

La papaya, alla scoperta del melone dei caraibi

Chiamato melone dei Caraibi, la Papaya è il frutto della pianta tropicale denominata Carica papaya. Si tratta di una bacca a forma ovale, molto grande, simile a un melone o una zucca. Presenta un colore verde quando è acerba e tra il giallo e l'arancio quando è matura. La polpa è dolce e molto succosa. La pianta appartiene alla famiglia delle Caricaceae ed ha un tronco nudo e carnoso che si chiude con diverse foglie. Può arrivare fino a 10 metri di altezza e come portamento richiama quello della palma. Il suo frutto, la papaya, può arrivare a pesare fino a cinque chili. Ne esistono numerose varietà: in tutto il mondo se ne contano 50. Le più conosciute in Italia sono: Solo, Cera, Hortus Gold e Kagdum. I paesi con più produzione di papaya sono Messico, Giamaica, Costa Rica e Belize. La pianta non resiste a temperature troppo fredde: sotto i zero gradi marcisce, per questo non è diffusa nelle zone mediterranee.

Proprietà benefiche della papaya

Le proprietà benefiche della papaya sono davvero numerose: grazie a proteine, vitamina C e carotenoidi, assicura protezione contro l'invecchiamento. Utile anche per favorire la digestione e l'eliminazione delle scorie metaboliche attraverso la neutralizzazione dei radicali liberi. In particolare la papaina e la chimotripsina, enzimi digestivi, accelerano la disgregazione delle sostante proteiche, mentre i carotenoidi proteggono dai radicali liberi. Attenzione però anche alle controindicazioni. Ad esempio recenti studi hanno evidenziato le proprietà contraccettive della papaya sui maschi. Addirittura nel peggiore dei casi può portare anche alla sterilità.

Valori nutrizionali

100 grammi papaya
:
  • Kcal 43
  • Proteine 0,47 g
  • Carboidrati 10,82 g
  • zuccheri 7,82 g
  • Grassi 0,26 g
  • saturi 0,081 g
  • monoinsaturi 0,072 g
  • polinsaturi 0,058 g
  • colesterolo 0 mg
  • Fibra alimentare 1,7 g
  • Sodio 8 mg

Cenni Storici

Frutto tropicale, le prime testimonianze sono datate 1519: è Hernan Cortés a parlare di un banchetto offertogli dagli Aztechi dove comparve questo frutto rassomigliante ad un melone, dalla polpa morbida e dagli effetti digestivi. La papaya ha anche altri nomi: ad esempio Vasco de Gama lo chiamò 'Albero d'oro dell'eterna giovinezza'. Conosciuto anche come frutto degli angeli o della vitalità, lo incontrò nel suo approdo nel Nuovo Mondo anche Cristoforo Colombo.

Come conservare

La papaya può essere conservata in frigorifero per circa una settimana. Se matura occorrerà metterla in una busta (carta o plastica) e potrà essere consumata entro sette giorni. Il gusto migliore però lo si ha quando si mangia un paio di giorni dopo la sua maturazione.

Varietà di preparazione in cucina

Ottima da consumarsi fresca, senza i semi interni, può anche essere utilizzata per preparare dei dissetanti succhi di frutta,  come il succo di papaya e ananas. Questo frutto è ottimo anche per la preparazione di smoothie. I semi, macinati, sono usati per intenerire la carne. Nei Caraibi, infine, si avvolge la carne nelle foglie di questa pianta per garantire maggior tenerezza.

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