Vino, come servirlo a tavola?

Data Pubblicazione: 24/08/2015

Vino, come servirlo a tavola?

Chi lo produce, chi lo imbottiglia, chi lo gusta.
Il vino è alla portata di ciascuno, scopriamo ora come fare a servirlo e valorizzarlo al meglio.

"Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere."(Omero).
Da sempre il vino è considerato come un'entità quasi divina, un "composto di umore e luce" (Galileo Galilei). 
Bere un bicchiere di vino dunque non significa dissetarsi, ma coglierne a pieno sapore, colore, fragranza.
Affinchè l'incanto non si sgretoli è fondamentale perciò un buon servizio.
Il modo in cui questo nettare si trasferisce dalla bottiglia al calice è infatti estremamente importante, non solo per quanto riguarda l'aspetto estetico del gesto, ma anche per esaltarne le qualità in modo appropriato.
Il momento dell'apertura della bottiglia è un gesto solenne da condividere con gli ospiti; è l'antichissimo principio del "coram publico" il cui scopo reale è quello di mostrare che il vino è di qualità.
Solitamente il bicchiere rimane sul tavolo e il vino si serve dall'alto, tuttavia, per i vini più nobili, si può prendere in mano il bicchiere e far scorrere la bevanda lentamente tenendolo inclinato verso la bottiglia.
Il rito solenne che segue l'apertura è composto da diversi step:
prima di qualsiasi altra azione è d'obbligo annusare il tappo; già con l'olfatto si potrebbero scoprire eventuali difetti.
Segue il curioso gesto della pulitura del collo della bottiglia con un tovagliolo o con la parte umida del tappo.
Chi ha aperto la bottiglia deve poi assicurarsi della qualità del vino versandone una piccola quantità e assaggiandolo o, se si tratta di un ristorante, facendolo assaggiare al cliente. La bevanda viene poi servita agli ospiti.
Interessanti e insolite risultano l'usanza di lasciare a tavola il tappo del vino su un piattino d'argento per mostrarne la qualità pregiata, oppure, specialmente nei ristoranti di lusso, di inserire il tappo nella fascetta di stagnola della capsula che ricopre il tappo.
Se, inoltre, riempendo il bicchiere dell'ospite ci si sente generosi, si fa tuttavia un enorme torto al vino stesso; esso infatti può ben sviluppare il suo profumo solamete se nel bicchiere c'è sufficiente quantità d'aria, dunque meglio non esagerare.
Come tenere poi la bottiglia? I sommelier insegnano che l'etichetta va sempre lasciata in mostra; solo per le bottiglie magnum si possono utilizzare entrambe le mani.
Aspetti non meno importanti infine sono la temperatura di servizio, misurabile attraverso appositi termometri, e la tipologia di bicchiere, rigorosamente di vetro sottile e di diverse forme in base al tipo di vino in questione.

Si può dire dunque che, con pochi e semplici accorgimenti, ciascuno di noi può diventare un rispettato padrone di casa, degno del proprio vino e in grado di valorizzarlo al meglio!

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