Un caffé per una poesia

Data Pubblicazione: 21/07/2016

Un caffé per una poesia

Un caffè per una poesia, si può fare. Molti sostengono che con l'arte non si mangi, ed è probabilmente vero, ma nulla toglie al fatto che ci si possa almeno avere un caffè per una poesia! E' una tiepida mattina di primavera, state sorseggiando un ottimo espresso, magari macchiato. Ad un certo punto è ora di andare, vivere la vostra giornata. Vi alzate, vi avvicinate alla cassa e declamate un sonetto. Sicuramente non potete aspettarvi uno scontrino, ma almeno il vostro caffè sarà stato pagato, magari tra gli applausi degli altri clienti e del personale. L'iniziativa Pay with a Poem nasce da un'idea della catena di caffetterie Julius Meinl. La catena austriaca ha radici illustri, poichè nello storico Caffè Meinl, situato nel centro di Vienna, erano soliti ritrovarsi grandi artisti come Gustav Klimt, Egon Schiele e Richard Wagner. Era un'altra epoca, certo, quella in cui i caffè erano salotti letterari e dove idee e concetti si trovavano e si fondevano tra un caffè caldo e una fetta di torta. Nel 2014, la catena di bar diffusa in Austria, Europa e alcune regioni italiane, soprattutto a nord-est, ha proposto ai propri clienti di proporre dei versi a pagamento delle proprie consumazioni. Una trovata pubblicitaria, sicuramente, ma anche un tentativo di far rivivere l'età dell'oro in cui caffè e arte andavano a braccetto. Il poeta italiano Guido Catalano è stato il testimonial dell'iniziativa nella nostra penisola, dove si possono trovare circa 300 punti vendita della Julius Meinl. Assieme a lui c'era Faso, il bassista della nota band Elio e le Storie Tese. I due ospiti di eccezione sono stati sicuramente più scanzonati dei letterati che frequentavano i caffè nel corso del XIX secolo, ma questo non ha sicuramente inficiato il successo di un'iniziativa tanto curiosa quanto affascinante. In passato erano state diverse le tradizioni, più o meno antiche, che avevano sostituito il denaro contante con altre forme di espressione o di solidarietà. Tra le più note vi è senz'altro l'usanza napoletana del caffè sospeso, in cui una persona paga un caffè in più in attesa che chi non se lo può permettere passi a berlo.  Usanza descritta molto bene anche in un libro del celebre e amato Luciano De Crescenzo. Più moderna, ma non per questo meno affascinante, l'idea lanciata da un locale australiano, ma poi ripresa in molti altri luoghi, di pagare il caffè con un bacio. Insomma, se la voglia di caffè è veramente tanta, non lasciate che la mancanza di spiccioli vi impedisca di soddisfare quel piccolo piacere quotidiano. I modi creativi per pagare, là fuori, esistono. Leggete anche questi articoli, selezionati per voi:

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