Reddito di maternità: uno stipendio per le casalinghe?

Data Pubblicazione: 07/12/2018

Reddito di maternità: uno stipendio per le casalinghe?

Dopo quello di cittadinanza, ecco il Reddito di Maternità! Quante casalinghe lo hanno pensato: con tutto il lavoro che c’è da fare in casa servirebbe uno stipendio. C’è chi ha preso sul serio la faccenda: è stata presentata, infatti, la proposta per un disegno di legge che assicuri uno stipendio alle mamme casalinghe italiane. La proposta arriva dal Popolo della Famiglia, movimento politico guidato da Mario Adinolfi: si tratta del ‘Reddito di Maternità’ contenuto in un disegno di legge di iniziativa popolare che è stato presentato in Cassazione e che ora dovrà essere sottoscritto da 50mila persone per sbarcare in Parlamento. La raccolta delle firme partirà il 28 novembre ma intanto dibattito e polemiche sono già partite.

Reddito di maternità: quante polemiche

Il disegno di legge è formato da un articolo unico: “Istituzione dell’indennità di maternità per le madri lavoratrici nell’esclusivo ambito familiare”. La normativa prevede uno stipendio per le casalinghe con figli di mille euro al mese, senza tasse e contributi previdenziali, per i primi otto anni di vita del figlio. La richiesta dovrà essere presentata entro 15 giorni dalla nascita di un figlio e il Reddito di Maternità sarebbe esclusivamente rivolto a cittadine italiane. Inoltre alla nascita del quarto figlio, diventerebbe a vita: stessa cosa in caso di figlio disabile.
Ma le polemiche sul Reddito di Maternità sono molte. Ad esempio Katia Graziosi, presidente dell’Unione donne italiane di Bologna, attacca: “E’ una proposta inaccettabile. Non si può pensare di ritornare alla donna confinata in casa, facendo una salto all’indietro di decenni, cancellando battaglie di civiltà. È sconcertante. Le risorse economiche vanno impiegate per aiutare chi sceglie di lavorare anche fuori casa o con il telelavoro".
Critica anche Loredana Taddei, responsabile nazionale Cgil delle politiche di genere. “Questa proposta di legge ha una visione arcaica della donna. Il pensiero di fondo, ammesso che ci sia, rispecchia chi vede la donna proiettata negli anni ’50. Una donna che sta a casa e fa figli. Purtroppo non è un’iniziativa isolata, con il ddl Pillon e le mozioni contro l’aborto presentate in alcuni comuni. Va tutto nella stessa direzione, sbagliata”.

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