La storia del pane

Data Pubblicazione: 18/04/2017

La storia del pane

E' alimento che non manca mai sulle nostre tavole: ma qual è la sua origine e quando è realmente comparso per la prima volta? La storia del pane è millenaria, le prime testimonianze si hanno già all'epoca degli Egizi. Secondo Erodoto, infatti, furono proprio loro a impastarlo per primi, ponendo le basi per una storia che continua ancora oggi.

Pane, in Egitto nasce la lievitazione naturale

Gli Egizi furono i primi ad applicare la lievitazione naturale, portando in tavola l'antenato del pane moderno. Il segreto - qualcuno addirittura parlava di origini soprannaturali - era quel pezzettino di impasto del giorno prima che era unito a chicchi macinati e acqua. Proprio quell'avanzo rese l'impasto decisamente migliore. Da questo momento in poi gli Egizi divennero i primi panettieri, tanto che nella lista dei cibi da portare con sé dopo morte, secondo tradizione, c'erano addirittura 15 tipi diversi di pane. Dall'Egitto alla Grecia dove divenne sinonimo di fecondità della terra. Furono loro a perfezionare i forni per cuocerlo e migliorare quindi la produzione aumentando la varietà di pane. Se ne contavano, tra il VI e V secolo avanti Cristo, ben 72 tipi tra cui i famosi pani di Cappadocia e di Cipro.

Le prime panetterie a Roma

La storia fa poi tappa a Roma dove diventa cibo quotidiano soltanto verso la fine della Repubblica: è Plinio a raccontare della cottura introdotta nel 168 a. C. da schiavi provenienti dalla Macedonia. Proprio a Roma comparvero le prime panetterie, cioè botteghe per la vendita del pane. Per garantirlo a tutti fu emanato un editto che consentiva di acquistarlo in granai pubblici a prezzi inferiori a quelli di mercato. Anche qui gli impasti erano davvero molti. Dalla streptipcius - progenitore della nostra pizza - al panis adipatus che prevedeva anche della pancetta.

Pane e carestia

Siamo nel Medioevo quando l'arte di impastare quasi scompare, resistendo soltanto nei monasteri. Una situazione non certo migliorata dalle imposizione dei signori feudali che costringevano i cittadini a utilizzare i loro forni. Questo non fece però scomparire il pane, anzi: nel Rinascimento in pratica ogni categoria sociale aveva il proprio tipo di pane. C'era quello del papa e quello del re, quello del boia e così via. Vita non facile nel 1600 con una molteplicità di tasse per un pezzo di pane. Da quelle sulla farina al dazio per la cottura dei forni e così via. Sarà per questo che è oggetto anche di ribellioni come l'assalto al forno di Milano del 1628 descritto da Manzoni nei Promessi Sposi. Quasi due secoli dopo, nell'Ottocento, diventa cibo comune. Da qui il suo approdo ai giorni nostri e la diffusione anche della pizza. Bontà che ancora oggi non può mancare sulla nostra tavola! Dal pane cafone a quello  al sesamo, ce n'è per tutti i gusti.

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