Latte artificiale

Data Pubblicazione: 30/10/2017

Latte artificiale

Quello che non sapete sul latte artificiale: buone regole e cattive “abitudini”

Quando il latte materno non basta o manca del tutto, occorre dare il latte artificiale. Quando arriva questo momento però le domande e i dubbi si moltiplicano. Qual è il miglior latte artificiale? Qual è laquantità di latte artificiale da dare al proprio bambino? Perché i prezzi variano così tanto?

In realtà esistono diversi tipi di latte, anche in base all’età del piccolo. Si parte con il tipo 1 (da 0 a 6 mesi), ma poi si differenziano le marche. La scelta deve essere fatta insieme al pediatra che avrà sotto cura il neonato basandosi anche sulla tabella latte artificiale e sulle esigenze del piccolo. Quando si prescrive il latte, occorre spiegare ai genitori perché si è scelto quello invece che un altro. Forse non esiste il latte artificiale migliore, ma quello più adatto al singolo neonato. Per questo in ospedale non dovrebbe suggerire alcun tipo di latte, ma aspettare la decisione del pediatra di famiglia.

Latte artificiale, cosa bisogna sapere

Così per i bambini nati prematuri servirà un latte più ricco, mentre quelli nati con il parte cesareo sarà maggiormente indicato uno arricchito con probiotici. Ancora i neonati che hanno un allattamento misto dovrebbero bere un latte più semplice rispetto a chi invece beve soltanto latte artificiale.

Se non si utilizza il latte artificiale liquido ma quello in polvere, è importante l’acqua utilizzata; occorre sceglierne una con meno di 10 mg al litro di nitrati. La scelta del latte da dare al proprio neonato è fondamentale e non può essere condizionata da fattori esterni che non siano il consiglio del proprio pediatra. Proprio per questo è stata vietata la pubblicità degli alimenti per lattanti. Come si legge, infatti, sull’articolo 10 del decreto del 9 aprile 2009, non è consentita tale pubblicità “in qualunque modo, in qualunque forma e attraverso qualsiasi canale, compresi gli ospedali, i consultori familiari, gli asili nido, gli studi medici, nonché convegni, congressi, stand ed esposizioni”. Unica forma di promozione concessa dalla normativa è quella su pubblicazioni scientifiche rivolte a “professionisti dell’ambito pediatrico e nutrizionale”.

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