Il cibo secondo gli italiani: ecco la passione fotografata dal Censis

Data Pubblicazione: 02/09/2015

Il cibo secondo gli italiani: ecco la passione fotografata dal Censis

Italiani e cibo disegnano un quadro di qualità all'insegna di tradizione e innovazione.

In occasione di Expo 2015 il Censis ha estrapolato una serie di dati molto interessanti e poco scontati su quelle che sono le nuove abitudini alimentari del nostro Paese.
Nessuna sorpresa sul noto amore degli italiani per ciò che riguarda la buona cucina, da sempre al centro dei nostri pensieri e delle nostre relazioni. Vediamo qualche numero che rappresenta le preferenze del Paese nel suo insieme.
La Fondazione Censis ha dapprima rilevato una cifra molto elevata di abitanti che si dichiarano a tutti gli effetti degli "appassionati" di cibo, per la precisione ben 29,4 milioni.
Che cosa si intende con "appassionati"? Persone che quotidianamente non solo acquistano, ma che si informano anche sugli alimenti e sulla cucina e amano parlarne. 12,6 milioni si considerano "intenditori", mentre 4,1 milioni addirittura "esperti", quindi veramente preparati su ingredienti, preparazione e tradizione culinaria.
A quanto pare la maggior parte degli interessati consuma cibo italiano (ben 50 milioni), ma ama l'innovazione e la sperimentazione: 38,5 milioni traggono spunto da ricette innovative viste in tv o altrove e 29 milioni gustano ogni giorno piatti della tradizione di altri Paesi, come per esempio il cous cous, la paella o le crepes.
Alla richiesta di classificare con un aggettivo il loro rapporto con il cibo e la cucina, le risposte hanno identificato in particolare tre parole molto rappresentative: al primo posto è stato definito "salutare", al secondo "divertente" ed infine "identitario", ovvero distintivo del nostro Paese, qualcosa di cui andare fieri.
Secondo questo studio, il cibo è qualcosa di essenziale che ci accompagna anche fuori casa e ci permette di passare a tavola molto tempo per stare con gli amici o per prendere una pausa dal lavoro: ben 36 milioni di italiani dichiarano di pranzare o cenare in strutture diverse da quelle domestiche, addirittura 6,3 milioni di lavoratori mangiano quotidianamente fuori casa.
Anche per quanto riguarda la qualità l'attenzione media è molto elevata: basti pensare che l'87,6% degli italiani controlla il radicamento territoriale dei prodotti e l'86,3 % è attento alla certificazione Doc, Docg o Dop, sempre con un occhio di riguardo a frutta e verdura - ma anche a carne e pesce - di provenienza italiana.
Qualche altro valore per completare le nostre abitudini: 19,5 milioni dichiarano di consumare cibo vegetariano e vegano, mentre 35,6 milioni sono degli street-fooder, ovvero consumano spesso cibo da strada (prima fra tutti, la pizza).

Da questo quadro ben disegnato risalta una situazione piuttosto positiva ed omogenea, in cui la scelta del cibo si presenta sana, tradizionale e, al tempo stesso, innovativa ed aperta a culture differenti dalla propria. Insomma, un'Italia legata alla irrinunciabile qualità delle origini che però non si tira indietro di fronte alla possibilità di provare e sperimentare cose nuove: ecco ciò che da sempre rende il nostro Paese un approdo sicuro per i palati più esigenti di tutto il mondo.

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