I cibi e le tendenze culinarie dell'estate 2015

Data Pubblicazione: 22/09/2015

I cibi e le tendenze culinarie dell'estate 2015

Quali sono stati i cibi più inflazionati e di tendenza dell'estate 2015, ma che proprio non siamo riusciti a digerire?

I risotti sotto il sole. Va bene che è un piatto versatile e che può essere abbinato ai gamberi e al melone, ma mangiarlo mentre il termometro supera i 35 gradi è una prova di coraggio. E pensare che l'ultima volta lo si è mangiato in Dicembre, attaccati alla stufa, non migliora le cose.
Estate è anche grigliate all'aperto. Si mette da parte la triste bistecchiera che si è usata tutto l'anno e si rispolvera il barbecue, invitando amici e vicini. Non importa quanta carne, verdura o pesce si possa arrostire, ci sarà sempre qualcuno che proporrà di comprare gli amati spiedini. Ma perché? Difficili da cuocere, difficili da mangiare. É ora di passare oltre.
Un tempo, l'estate significava sagra: della melanzana, delle ciliegie o della porchetta non aveva importanza, si andava nei paesini più piccoli e difficili da raggiungere per assaggiare il sapore della tradizione. Poi, un giorno, le nonne sono state mandate in pensione e i banchetti delle sagre sono stati occupati da sedicenti chef che abbinano ciliegie e salsa di soia. Meglio fare inversione di marcia.
Il pescato del giorno a Cortina. Proprio così. Va bene che in estate è più facile trovare pesce fresco al ristorante, ma come è possibile che anche su in montagna propongano pesce e cruditè di mare? Non sarebbe meglio ricontestualizzare il menù ed evitare di mangiare le costine di cinghiale sulla spiaggia, a Capri? 
La caprese. Il piatto più semplice del mondo è stato trasformato, rivisitato, destrutturato. Quando la si ordina, ci si aspetterebbe di riceverla in un piatto. E invece no: la mozzarella è stata trasformata in crema, il basilico è diventato pesto e il pomodoro è in mousse, dalla consistenza sospetta. 
Qualcuno ricorderà con nostalgia le antiche litanie ascoltate da bambini sulla spiaggia, composte da venditori ambulanti che al canto di "cocco, cocco fresco" allietavano l'arsura estiva. Ora, per rinfrescarsi durante le ore in spiaggia, si va al chioschetto di nuova generazione: niente anguria ma ostriche e champagne, alla maniera francese. Non importa che non sia a Cannes, ma nella terra del pasticciotto salentino. E se proprio ci si sente presi dalla nostalgia, si può sempre ordinare cocco o anguria; ma che siano rigorosamente frullati, magari insieme a spinaci ed avocado e a qualche semino di chia. 

Infine, più che di un cibo si tratta di una tendenza legata al cibo: non importa cosa si stia mangiando, l'importante è fotografarla e condividerla con il mondo del web. Anche se, arrivati all'ora di pranzo, si ha una fame bestiale, è vietato buttare tutto nel piatto. Bisogna dedicare qualche minuto all'impiattamento, come visto su Masterchef, fotografare e condividere. Non importa se, nel frattempo, si sarà tutto raffreddato.

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