Dai pletorici conviti dei de' Medici ai gioielli edibili di Vicenza: per parlare di cibo ed Expo

Data Pubblicazione: 02/08/2015

Dai pletorici conviti dei de' Medici ai gioielli edibili di Vicenza: per parlare di cibo ed Expo

Sotto l'occhio vigile e un po' fraterno di Expo, l'Italia è tutto un fiorire di iniziative, progetti insoliti e stupefacenti riguardanti il cibo.

Grazie all'intervento di Patricia Urquiola, la basilica Palladiana di Vicenza è diventata per l'occasione, Museo del Gioiello, e fino al 28 agosto di quest'anno ospiterà una collezione singolare e commestibile di monili. Alle pareti della struttura religiosa, non vi saranno dipinti a olio e sontuose serigrafie, bensì eleganti ornamenti, realizzati e ispirati al cibo quale forma d'arte e simbolo di creatività. 150 pezzi, realizzati dai noti maestri orafi della tradizione e dai grandi designer emergenti, che hanno saputo trasformare i viveri in materia prima e musa. 'Gioielli in Tavola' è una rassegna artistica che cerca di affrontare la tematica del cibo con allegria e spirito leggiadro, e al tempo stesso si prefigge il compito di avviare una riflessione, sul rapporto della società moderna con gli alimenti, tra una tavola imbandita su un anello: un bacchetto vivace e rovinoso realizzato da Barbara Uderzo, completo di avanzi di cibo e macchinette del caffè, e gli eleganti quanto minimali braccialetti di spaghetti in resina, pensati da Gaetano Pesce. Annamaria Zanella sfrutta invece la tendenza odierna del riciclo per raccontarci il senso emotivo di un pranzo, tramite la sua collana in tappi di sughero, mentre James Riviere, attraverso la sua 'Mela' bucata, parla di sprechi, di conflitti, e di come gli alimenti siano stati spesso collegati o relegati ad una dimensione di peccato e vergogna, sin nelle favole, sin dall'Antichità.
Approvvigionamenti regali invece nel circuito degli Uffizi, e in particolare presso Villa di Poggio a Caiano, in provincia di Prato, dove fino al 25 ottobre 2015, sono di scena le pietanze della tavola medicea. Sui muri dell'antica dimora, campeggiano le storie delle cucine, dei servi, delle abitudini alimentari di un tempo poco conosciuto e ormai passato; scatti rubati di Seicento e Settecento, che parlano di un mondo in cui lo stare a tavola era più di un atto conviviale, bensì un evento volto a rivelare lo status di una famiglia. Assieme alle pratiche culinarie e alle ricette gastronomiche poste in esposizione, ingredienti introvabili, accostamenti unici e raffinati, decorazioni e mise en place eccessive: sovrabbondanti di derrate, di argenti e cristalli, per farci riflettere, a modo loro, sull'importanza del nutrimento.

Due incontri distinti, eppure due occasioni ben definite di affrontare il tema caldo dell'alimentazione posto in essere da Expo;un tuffo nella storia e nell'arte, vere protagoniste indiscutibili di mente e sensi, nonché ottime motivazioni per passare un week-end lontani da casa.

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