Come risparmiare all'Expo 2015: consigli e istruzioni per l'uso

Data Pubblicazione: 16/08/2015

Come risparmiare all'Expo 2015: consigli e istruzioni per l'uso

Sebbene la fine di luglio abbia segnato il raggiungimento di dieci milioni di visitatori, i risultati dell'Expo continuano a non convincere del tutto.

Nonostante il tema della rassegna dichiari di voler "nutrire il pianeta", sono state sollevate alcune critiche circa i prezzi di questo evento che, a detta di alcuni, impedisce ai visitatori di avvicinarsi ai cibi e alle attività proposte. Esistono però alcuni piccoli stratagemmi che consentono di contenere i costi di una giornata a Expo 2015. La prima buona notizia riguarda il  bere: lungo tutto il percorso sono a disposizione dei visitatori 33 "case dell'acqua", delle torrette dalle quali è possibile riempire bottiglie e bicchieri senza limite alcuno. Si tratta di un servizio gratuito che offre acqua freschissima, sia naturale che frizzante: basta solo aguzzare la vista e cercare le case dell'acqua al di fuori del Decumano, solitamente alle spalle dei padiglioni. Relativamente al cibo, invece, esistono degli stand in cui è più frequente la predisposizione di  degustazioni gratuite di prodotti tipici: quello della Repubblica Ceca, la Coldiretti, la Cascina Triulza, lo stand Coca Cola, il foodtruck Peugeout all'interno del padiglione francese e le torri piene di mele e altre delizie della Svizzera. Occorre, ovviamente, prepararsi a lunghe code e ad improvvisi "esaurimento scorte", ma tentare non nuoce. Un discorso a parte è quello che riguarda i  prezzi dei ristoranti mediamente elevati per le famiglie o per coloro che desiderano assaggiare più pietanze di diversa provenienza. È possibile trovare qualche piatto a meno di cinque euro ma si tratta di eccezioni che, in ogni caso, non possono costituire un pranzo: i momo nepalesi, i dolci marocchini e, più in generale, qualche piatto italiano da Eataly oppure negli stand dedicati alle regioni dello Stivale. Esistono tuttavia dei menu' piu' economici, presenti presso padiglioni come quello turco e quello marocchino, dove i prezzi si aggirano intorno ai 12-15 euro a persona, talvolta bevande escluse: è a quel punto che, se si vuole evitare di pagare care le bibite aggiuntive, le "case dell'acqua" tornano a svolgere un ruolo fondamentale. Al di là di queste eccezioni, il costo medio di un piatto qualsiasi va dai sei ai dieci euro, togliendo spesso il piacere e l'opportunità, soprattutto alle famiglie, di poter gustare sapori provenienti da più paesi. In molti casi, per questa ragione, i visitatori preferiscono accedere ai padiglioni per sfamare la propria curiosità, scegliendo poi di soddisfare lo stomaco con i menu' low cost di Mc Donald's o con qualche snack confezionato o prodotto acquistato presso il padiglione Coop situato all'interno della fiera.

Si tratta senza dubbio di una soluzione economicamente efficace ma che, a detta di molti, non fa altro che aumentare l'incoerenza della manifestazione con il tema principale.

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