Cibo e amore sono legati da un filo sottile ecco perché

Data Pubblicazione: 16/09/2015

Cibo e amore sono legati da un filo sottile ecco perché

Il legame tra cibo e amore è antico come il mondo: cibo e amore sono legati da un filo sottile ecco perché.  La psicologia lo sostiene da tempo: tra amore e cibo c’è un legame profondo che si manifesta non solo in momenti clou come l’innamoramento, quando solitamente si mangia molto meno, ma anche nella vita di ogni giorno. L’amore, infatti, influenzerebbe profondamente il rapporto col cibo e il bisogno stesso di cibo. Per questo motivo non sarebbe un caso se per esempio se dopo una brusca rottura si tende a instaurare un rapporto anomalo col cibo, con la fame che viene e che va e il peso che oscilla. Del resto, poche cose come il cibo sono legate alla vita (per vivere è fondamentale mangiare) e la vita di per sé è frutto dell’amore. Tradizionalmente, fin dalla prima infanzia, il modo per eccellenza di dimostrare amore passa proprio attraverso il cibo, ovvero attraverso l'atto di nutrire la persona amata. Il primo gesto d’amore che una madre fa nei confronti del figlio è proprio quello di nutrirlo con il latte materno. Durante la crescita, poi, il bisogno di amore procede di pari passo col bisogno di cibo. Per sopravvivere, per crescere e formarsi una propria personalità, un bambino ha bisogno in egual misura di cibo e di amore. Quando cresce e si innamora, l’appetito può passare perché l’organismo produce sostanze stimolanti dal punto di vista chimico. Si tratta della feniletilamina e della noradrenatina, che garantiscono energia, euforia e un senso di costante felicità paragonabile alla sensazione di essere sempre un po’ brilli. Con un simile stato d’animo, mangiare – ovvero introdurre nell’organismo qualcosa che proviene da fuori – appare così inutile che quasi lo si dimentica. Perdere l’amore, invece, può produrre due reazioni diverse, contrastanti, che tuttavia rispecchiano entrambe il legame quasi simbiotico tra cibo e amore. Dopo una delusione, c’è chi non mangia ed è così infelice da privarsi – intenzionalmente o meno – di ogni consolazione gastronomica che serva ad attutire il distacco dalla persona amata. D'altra parte, invece, c'è chi mangia molto più del solito, cercando di colmare il vuoto che sente dentro con qualcosa di piacevole che arriva da fuori. In questi casi, il cibo offre una gratificazione mediamente appagante, seppur momentanea. A volte, spiegano gli psicologi, il bisogno di intimità e di amore che non trova soddisfazione nella vita sociale viene proiettato sul cibo, con conseguenze imprevedibili. Alla luce di ciò, non è un caso se proprio la mancanza di amore è alla radice della malattie alimentari come bulimia, anoressia e non da ultimo sindrome da abbuffate compulsive. Anguria a forma di cuore

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