Cibi strani, quelli che mangeremo nel 2030

Data Pubblicazione: 18/06/2018

Cibi strani, quelli che mangeremo nel 2030

Preparatevi: tra dieci anni quelli che oggi sono considerati cibi strani potrebbero diventare alimenti quotidiani. E le sorprese non mancheranno di certo: uno sguardo al futuro in tema alimentazione è stato dato durante il convegno sulla food innovation Seeds and Chips 2018 che si è tenuto qualche settimana fa a Milano. Così si è parlato anche dei cibi strani che compariranno sulle nostre tavole nel 2030: un viaggio nel futuro assolutamente imperdibile.
Ovviamente in cima alla lista dei cibi strani nel mondo non mancheranno gli insetti, visto che già oggi stanno facendo la loro comparsa. Nel 2030 saranno alimenti quasi quotidiani: grilli, vermi ed altri insetti si preparano a comparire sugli scaffali dei supermercati e garantire la loro dose di grassi, proteine, vitamine e fibre.
Proprio in questa scia arriva El Molitor, uno snack a base di insetti che ha l’aspetto di una barretta energetica: è ricoperto di glassa in modo da limitare il sapore dei vermi. Dagli insetti alle alghe: l’alga spirulina in Oriente è già ampiamente consumata, anzi fa parte dei superfood. Ricca di proteine, circa il 70%, è consumata – e lo sarà sempre più nei prossimi anni – anche sotto forma di farina o pasta. Utili per ridurre il colesterolo, queste alghe hanno anche un’azione anti-stress ossidativo. Ottime per gli anemici per l’elevata quantità di ferro presente.

Cibi strani, come mangeremo nel 2030

Meno ‘innovativo’ sarà mangiarsi carne e pesce ma coltivati in laboratorio: un modo per ridurre il consumo di risorse per l’allevamento e salvaguardare in qualche modo l’ambiente. Così all’hamburger scientifico si affiancheranno le polpette di laboratorio, prodotte con le cellule staminali di animali o i filetti di pesce ottenuti allo stesso modo. Cibi che risulteranno utili anche per gli astronauti e per garantire loro un menu vario e completo.
Ma da qui al 2030 arriveranno a tavola anche alcune specie di piante commestibili attualmente non utilizzate in maniera diffusa: è il caso del miglio proso, un cereale coltivato in Asia e Africa. Infine, spazio ai cibi stampati in 3D, un mix di cucina e ingegneria che già si sta affacciando a tavola, alle bottiglie d’acqua commestibili e al caffè masticabile.

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