Chef stellati e frigorifero

Data Pubblicazione: 02/05/2016

Chef stellati e frigorifero

Arriva il libro che ci farà sbirciare nei frigoriferi degli chef pluristellati

 
I loro menu sono un tripudio di abbinamenti tra ingredienti rari e sofisticati. Ma cosa mangiano gli chef stellati, quando forni e fornelli si spengono?

A porsi questo interrogativo è stato lo scrittore Adrian Moore, che ha appena pubblicato un interessantissimo libro dal titolo "Inside Chef’s Fridges, Europe". Il volume è stato realizzato in collaborazione con quaranta cuochi di fama mondiale, molti dei quali premiati con una o più stelle Michelin, che hanno permesso all’autore di dare una sbirciata all’interno dei loro frigoriferi di design d’ultima generazione. Tra le pagine di questo libro si nascondono delle rivelazioni che nessuno avrebbe potuto neanche lontanamente immaginare, e che testimoniano che anche gli chef più famosi, nel loro piccolo, sono dei comuni mortali. Anche loro, malgrado sembrino delle creature impeccabili per via di quell'atteggiamento autoritario, hanno un debole per gli snack ipercalorici, comprano cibo industriale e non fanno volentieri la spesa, perché di cucinare a casa non ne hanno alcuna intenzione. E non gli si può certo dare torto, visto che ai fornelli trascorrono comunque gran parte della giornata. I frigoriferi delle loro abitazioni, per quanto avanguardistici, rispecchiano dunque in tutto e per tutto le passioni e le personalità di questi celebri cuochi pluristellati, incluse varie ed eventuali passioni malsane per cibo spazzatura e una straordinaria capacità di conservare gli alimenti in maniera tanto inusuale quanto intelligente. E non aspettatevi di trovarci dentro rane pescatrici, quaglie, pesci palla, caviale, scalogno e topinambur, perché rimarreste assolutamente delusi. Dietro quelle ante in acciaio inox, come ci mostra Adrian Moore, ci sono solo ingredienti semplicissimi e reperibili nei comuni supermercati, ma anche tanti spazi tristemente vuoti che gli chef non hanno affatto voglia di riempire. No, non si mangiano sempre tartare di branzino al mojito e risotto con birra e fragole, a casa loro. Il volume si apre con un’introduzione a firma di Nathan Myhrvold, tra i massimi esperti di cucina contemporanea, che racconta ai lettori la storia di quello che è l’elettrodomestico più indispensabile di sempre. Dopodiché, complici le foto di Carrie Solomon, si viene immediatamente catapultati all’interno delle dimore di chef del calibro di Massimo Bottura, Diego Muñoz, Marco Pierre White, Inaki Aizpitarte, Yotam Ottolenghi e tanti altri mostri sacri dell’arte della cucina. 

Che se nei loro ristoranti sanno prender per la gola anche i clienti più esigenti, a casa preferiscono evidentemente sgranocchiare patatine e pop corn davanti all’ennesimo coking show trasmesso in tv.

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