Befana, chi é la vecchietta che regala dolci

Data Pubblicazione: 05/01/2017

Befana, chi é la vecchietta che regala dolci

"La Befana vien di notte..." un po' tutti siamo cresciuti con questa filastrocca sentita e risentita quando l'anno vecchio salutava e si dava il benvenuto all'anno nuovo. Ma chi è questa vecchietta che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio va spargendo dolci (o carbone) nelle calze dei bambini? Scopriamo insieme il mito. Partiamo dal termine: befana deriva da Epifania. La vecchietta è una figura molto conosciuta in Italia ma meno diffusa nel resto del mondo.

Befana, la nascita della leggenda

Leggenda vuole che la brutta befana sia proprio una donna molto anziana, con il naso lungo e curvo, il mento sporgente, la gobba. Vola sopra una scopa per regalare dolci ai bambini la notte che precede la festività dell'Epifania. Si pensa che tale tradizione derivi dall'antichità e dai riti pagani legati all'agricoltura. Tali riti furono poi legati al calendario romano e collocati tra il solstizio invernale e il Sol Invitus. In particolare 12 notti dopo il solstizio invernale era usanza radicata celebrare la rinascita della natura. Durante queste dodici notti si riteneva che delle donne (le befane) volassero sui campi coltivati per renderli fertili. Il rito e la leggenda pagana furono condannati dalla Chiesa Romana, ma la figura femminile resistette e divenne centrale in una leggenda cristiana che iniziò a circolare a partire dal XII secolo.

La Befana e i Re Magi

Secondo tale leggenda, la Befana altro non è che una vecchietta che incontrò i Re Magi diretti a Betlemme. Questi non riuscivano a trovare la strada e chiesero informazioni alla vecchietta che, nonostante le insistenze, non volle accompagnarli. Quando i Re Magi andarono via, la vecchietta si pentì del suo rifiuto. Ecco allora che preparò un cesto di dolci e iniziò a girare tutte le case e regalare dolci ai bambini che incontrava, sperando di trovare il piccolo Gesù. Da allora iniziò a girare tutto il mondo donando dolci ai bambini.

Calze e carbone, due simboli della befana

Ma perché questa vecchietta mette dolci nelle calze? E perché si usa il carbone per i bambini che hanno fatto i cattivi? Non si può certo dire di aver trascorso una buona befana senza aver ricevuto una calza come dono. Secondo una leggenda l'usanza della calza befana deriva da uno dei sette re di Roma, Numa Pompilio. Questi durante il solstizio d'inverno lasciava una calza in una grotta per avere dei doni da una ninfa. In realtà l'uso della calza deriva anche dall'utilità di questo indumento contro il freddo e dal suo essere perfetto da riempire prelibatezze di ogni genere. Ma se dire auguri befana non è certo un complimento, ricevere del carbone è la giusta punizione da subire. Da simbolo dei falò che veniva regalato per ricordare il rinnovamento, il carbone fu successivamente utilizzato come punizione per i bambini che si erano comportati male durante l'anno.

Ricette per la Befana

E se la festa è soprattutto dei dolci e relative ricette, si può anche stare in famiglia magari per un ultimo pranzo prima del ritorno alla normalità e la fine delle feste. Ecco allora delle ricette befana da gustare in questo giorno di festa, magari dopo aver ascoltato una serenata come è tradizione fare nei dintorni di Forlì la notte dell'Epifania. Buona Befana a tutti!

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