Aflatossine negli alimenti: dove si trovano e come eliminarle

Data Pubblicazione: 15/05/2018

Aflatossine negli alimenti: dove si trovano e come eliminarle

Le aflatossine sono sostante che se presenti negli alimenti possono rivelarsi molto pericolose per la salute umana in quanto tossiche. Si tratta, infatti, di tossine che derivano da micotossine, muffe o funghi, presenti in molte specie vegetali. A differenzia dei prodotti artificiali, le micotossine sono presenti in natura e provocano la degradazione del materiale organico che attaccano. Ne esistono tre specie, con l’Aspergillus che è quella che produce le aflatossine. Queste sono la prima specie di micotossine ad essere state identificata, nel 1961: colpiscono soprattutto cereali, semi e spezie, facilitate da particolari condizioni climatiche. In linea generale si sviluppano approfittando di umidità, temperature alte e siccità prolungata.

I cibi che presentano aflatossine


Le aflatossine colpiscono soprattutto i cereali, con il mais che è il prodotto a maggior rischio di contaminazione. Non sono da meno le arachidi, le mandorle e il cacao, così come è molto diffuso anche il binomio aflatossine noci. Ma non solo cereali e prodotti della natura. Anche il latte le può contenere, con il rischio che arriva dall’alimentazione degli animali con mangimi contaminati. Queste micotossine possono essere trasmesse all’uomo e quindi occorre prestare particolare attenzione. Infatti queste sostanze sono inserite tra quelle maggiormente cancerogene, in particolare per il fegato. Inoltre l’aflatossina B1 appartiene al gruppo più pericoloso delle sostanze cancerogene: il rischio riguarda in modo particolare il sistema immunitario, le ossa, l’apparato digerente e quello respiratorio.
Altro rischio legato alle aflatossine riguarda la micotossicosi, intossicazione che nei casi più gravi può portare anche alla morte. Ma se sono così pericolose le aflatossine, come eliminarle? Il rimedio principale è sicuramente rappresentato dalla prevenzione e quindi da rigidi controlli in fase di coltivazione e raccolta degli alimenti. Qualche accorgimento può essere messo in pratica anche in casa come ad esempio: tenere le confezioni di alimenti in luoghi non umidi e non eccessivamente illuminati; evitare il contatto cibo-aria; rispettare le indicazioni su tempi e modi di conservazione degli alimenti.

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