Uovo centenario, cos'è e come si usa in cucina

Data Pubblicazione: 14/04/2018

Uovo centenario, cos'è e come si usa in cucina

Fa parte dei cibi più strani al mondo, sicuramente a guardarlo non viene voglia di mangiarlo: è l’uovo centenario. Non un ingrediente che si è soliti trovare in cucina ma che spesso, invece, è utilizzato nei tanti talent sul mondo della cucina o nei programmi a tema food. L’uovo centenario è un uovo di anatra (raro l’utilizzo di quello di gallina o quaglia) che è servito dopo un procedimento molto particolare. In pratica l’uovo centenario è lasciato fermentare per cento giorni in una miscela costituita da acqua, sale, carbone e ossido di calcio. In questo lasso di tempo il guscio di uovo è praticamente distrutto dalla soluzione. Resta l’albume che assume la forma di una massa gelatinosa e diventa color ambra, mentre il tuorlo assume l’aspetto di una muffa.

Origini e utilizzo dell’uovo centenario


Le uova centenarie nascono in Cina e sono uno degli alimenti della tradizione culinaria del paese orientale. Le origini non sono conosciute, anche se ci sono testimonianze certe della sua esistenza che risalgono a cinque secoli fa. Nella tradizione cinese, l’uovo centenario era preparato tramite l’utilizzo del tè. In particolare la ricetta prevedeva che il tè fosse infuso nella calce viva con cenere di legno e sale. Ciò che si otteneva serviva per andare a ricoprire interamente il guscio dell’uovo; a questo punto si applicava una nuova copertura con la pula di riso e l’uovo era lasciato maturare.
Tale tecnica è ormai passata di moda, sostituita da quella che prevede la miscela di sale, carbone e ossido di calcio. Ma come si può utilizzare in cucina l’uovo dei cent’anni? Il metodo migliore è sicuramente gustarlo da solo, in tutta la sua purezza. Se, invece, volete usarlo come ingrediente è possibile inserirlo per dare maggior sapore alle zuppe o anche per dare un tocco particolare ad un’insalata.

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