Quanti insetti commestibili ci sono in italia

Data Pubblicazione: 04/02/2018

Quanti insetti commestibili ci sono in italia

Via libera al consumo degli insetti in Europa: ma quanti sono gli insetti commestibili presenti in Italia? A rispondere è un rapporto della Fao. Nel nostro Paese ci sono tra le 10 e le 25 specie di insetti commestibili, di quelli che dal primo gennaio sono entrati nell'elenco degli alimenti grazie alla normativa Ue sui novel food.

Questi insetti potranno quindi presto apparire sugli scaffali dei nostri supermercati, anche se per vederli occorrerà che sia completato un lungo iter burocratico. Ogni produttore, infatti, dovrà ricevere un'autorizzazione dopo aver dimostrato che i suoi insetti sono realmente commestibili. Mangiare insetti in Italia quindi sarà possibile, ma per vedere apparire il reparto ad hoc nei market bisognerà attendere un po'.

Insetti commestibili in Italia, l'elenco Fao

Ma torniamo agli insetti commestibili in Italia: la Fao si è limitata a diffondere il numero, ma non ad esplicitare quali siano le varie specie. Si può facilmente supporre che questo elenco comprenda anche grilli, cavallette, maggiolini e le tarme, chiamate camole della farina. Il nostro Paese si allineerà presto alle altre Nazioni dove gli insetti sono già venduti. In Svizzera, ad esempio, si possono trovare hamburger di insetti, mentre in Belgio e Olanda la scelta è variegata e mangiare insetti non è certo una novità. In realtà anche in Italia troviamo una testimonianza risalente a 150 anni fa dell'abitudine in Lombardia di succhiare i maggiolini. Un'usanza però che non ha attecchito visto che i paesi che mangiano insetti abitualmente si trovano in Asia e Africa come dimostrano anche i numeri della Fao. In Cina di insetti commestibili ce ne sono ben 300 specie.

Per chi volesse sperimentare gli insetti a tavola, ci sono molte possibilità online. Prodotti a base di insetti si trovano su internet con facilità e nulla vieta di farlo. Possibile anche gustare gli insetti presenti in natura, anche se gli esperti sconsigliano di farlo non sapendo di cosa si sono cibati. Presto però questa alimentazione potrebbe prendere il sopravvento visti i benefici che assicura un ottimo apporto nutritivo a basso costo e a basso impatto ambientale.
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