Il cibo nella storia: dalla preistoria ai giorni nostri

Data Pubblicazione: 03/02/2018

Il cibo nella storia: dalla preistoria ai giorni nostri

Andare alla ricerca del cibo nella storia è un viaggio attraverso le culture e le tradizioni che ci hanno fatto arrivare a quelli che siamo oggi. Dalla frutta alla carne, dalla pasta al pesce: quando e come sono arrivate sulle nostre tavole? Per scoprire il legame che c'è tra cibo e storia basta fare un salto indietro di qualche millennio, all'origine dell'uomo.

Siamo nella preistoria e i nostri antenati si cibano di tutto ciò che trovano. Alimentazione onnivora: carcasse di animali, frutti, bacche, radici, tutto è utile per mettere a tacere i brontolii dello stomaco. Con il passare degli anni vengono introdotti la caccia e la pesca. Prima animali di piccola taglia, poi quelli più grandi e per ultimi i volatili.

Serviranno almeno diecimila anni per imparare ad allevare e coltivare, un passaggio molto importante per il miglioramento della qualità della vita. Continuando in questa viaggio nella storia dell'uomo e in quella del cibo trova posto anche l'Australopitecus Boiseis. Il suo cibo erano radici, ghiande, frutta, arbusti e altri cibi coriacei. Le mascelle si ingrandivano, il cervello no. Si passa poi all'homo habilis: ecco comparire la carne e la necessità di strumenti per uccidere e lavorare gli animali. Così si svilupparono anche le capacità intellettive.

La caccia in gruppo arrivò con l'homo erectus, un passaggio fondamentale per lo sviluppo delle capacità di linguaggio. La dimostrazione che la storia del cibo è molto legata a quella dell'uomo. Altro passaggio evolutivo fondamentale è la scoperta del fuoco che risale a 800mila anni fa. Meno intossicazioni, masticazione più facile e aumento anche della vita sociale.

La nascita della coltivazione potrebbe essere avvenuta in maniera casuale, osservando le piante che crescevano lì dove c'erano gli escrementi umani. Ventimila anni fa nacquero le prime coltivazioni di cereali e legumi. L'allevamento attraversò diverse tappe. Dal cane, utile per cacciare, agli animali da mangiare. Un passaggio fondamentale che spiega anche la maggior presenza di persone in Eurasia rispetto a zone dove l'allevamento non era ancora attecchito.

Cibo nella storia, dai romani ai giorni nostri: la differenza tra ricchi e poveri

Dagli egizi ai romani, passando per i greci, il cibo nella storia continuò ad evolversi. A Roma ad esempio gli alimenti principali erano pane e fichi. L'ulivo poi garantiva grandi vantaggi economici a chi lo coltivava per il costo dei suoi derivati. I soldati romani, invece, seguivano un'alimentazione basata soprattutto su lardo e formaggio.

Ancora avanti con la storia del cibo, salto nel Medioevo: i nobili si cibavano di cacciagione e carne, ogni tanto latticini. Un'alimentazione dove le verdure erano quasi completamente assenti. Questo eccesso di proteine animali portò all'insorgenza di malattie come la gotta. Il popolo, invece, si accontentava di pappe di cereali, minestre di cavoli e fave, uova e qualche latticino. L'uso della carne era limitato. Così il problema era l'opposto con malattie come scorbuto e rachitismo.

Sempre nel medioevo vennero introdotti dagli arabi prodotti come limoni, arance, asparagi, carciofi, melanzane. Sempre agli arabi si deve l'inizio della coltivazione in Europa di canna da zucchero. Comparve nel Vecchio Continente anche il riso. Ci avviciniamo ai giorni nostri: nel 1846 ci fu l'ultima carestia. Condizioni di vita e disponibilità di cibo migliorarono sensibilmente ma le differenze tra ricchi e poveri non vennero abbattute. Un problema che è ancora oggi molto presente: il viaggio del cibo nella storia ha portato allo sviluppo dell'uomo così come lo conosciamo oggi, con tutte le differenze tra mondo ricco e povero. Ora serve un altro passo in avanti, verso un mondo capace di sfamare tutte le popolazioni del pianeta.

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