Pulire l'orzo perlato o decorticato: le differenze

Data Pubblicazione: 04/02/2017

Pulire l'orzo perlato o decorticato: le differenze

Pulire l'orzo è un'operazione semplice ma che richiede un po' di tempo. Parliamo del più antico cereale del mondo che si può trovare in commercio in diverse tipologie: c'è l'orzo perlato, quello decorticato e l'orzo integrale. Ognuna di queste varianti ha diverse caratteristiche e prevede anche un tipo di pulizia diversa. Prima di vedere come pulire l'orzo, differenziando le varie tipologie, possiamo dare uno sguardo alle differenze che intercorrono tra le stesse.

Differenza tra orlo perlato e decorticato

Partiamo dall'orzo perlato: in questo caso il rivestimento esterno del chicco è eliminato. In pratica si attua un processo di raffinazione molto profondo che elimina la parte esterna e rende il chicco completamente bianco. Proprio per l'elevata raffinazione cui è sottoposto, l'orlo perlato perde gran parte delle proprietà nutritive, in particolare vengono a mancare fibre e Omega 3. Per quanto riguarda, invece, l'orzo decorticato, si tratta di una varietà che non è sottoposta a particolari processi di raffinazione. Ciò consente di conservare in pratica inalterato tutte le sue caratteristiche. Altro tipo di orzo presente è quello integrale: in questo caso, il processo di raffinazione è davvero minimo. Ciò fa in modo che i chicchi siano più scuri e conservino completamente le loro proprietà nutritive e il loro sapore.

Come pulire l'orzo perlato

I differenti metodi di raffinazione cui sono sottoposti i vari tipi di orzo, portano a diversi procedimenti di pulizia. Per pulire l'orzo perlato occorre semplicemente lavarlo con cura e poi lessarlo per mezzora circa in acqua salata. A questo punto basterà scolarlo e utilizzarlo per la ricetta che vogliamo realizzare.

Pulire l'orzo decorticato

orzo decorticato Per l'orzo decorticato, invece, l'operazione è più complessa: prima di lessarlo, infatti, l'orzo va lasciato in ammollo per 12 ore. Successivamente occorrono sessanta minuti di lessatura. Fatto questo passaggio, basterà scolarlo. A questo punto sarà pronto per essere inserito in una delle tante ricette possibili.

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