Gli spaghetti, simbolo della cucina italiana

Data Pubblicazione: 12/02/2018

Gli spaghetti, simbolo della cucina italiana

Cosa sarebbe la cucina italiana senza gli spaghetti? Forse perderebbe molto del suo fascino se è vero che il nostro Paese è conosciuto in tutto il mondo anche per il classico piatto di spaghetti con pomodoro e basilico. Parliamo di un tipo di pasta dalla forma lunga e sottile, simile a quella di un bastoncino, solitamente realizzata con un impasto di farina di grano duro ed acqua. In commercio si trovano diverse varianti di spaghetti, classificate in base allo spessore: così quelli più sottili vengono chiamati spaghettini e indicati con il numero 3, poi ci sono gli spaghetti veri e propri (numero 5) e gli spaghettoni (numero 8).

Valori nutrizionali 100 grammi di spaghetti:

  • Kcal 371
  • Proteine 13,04 g
  • Carboidrati 74,67 g
  • Zuccheri 2,67 g
  • Grassi 1,51 g
  • Saturi 0,277 g
  • Monoinsaturi 0,171 g
  • Polinsaturi 0,564 g
  • Colesterolo 0 mg
  • Fibra alimentare 3,2 g
  • Sodio 6 mg
  • Alcol 0 g

Cenni storici

Lunga e dibattuta la storia degli spaghetti. Per molti il loro approdo in Italia è dovuto a Marco Polo nel tredicesimo secolo, ma non tutti sono d’accordo. Ad ogni modo pare che il loro nome sia da attribuire al figlio del Sultano della Valle dell’Indio: siamo nel VI secolo avanti Cristo quando nel menu degli inservienti compare questa pasta dalla forma sottile e allungata. In realtà erano scarti della pasta essiccata portata nei tavoli dei nobili. Quando il figlio del Sultano la vide però, notò la somiglianza con i soldati (nominati sipahee): da qui nacque il nome spaghetti. Qualche secolo dopo arrivò in Italia per mano di Marco Polo, anche se un tipo di pasta molto simile era noto già in precedenza a Trabia, in Sicilia: i itriyah.
Ad ogni modo oggi è impossibile non gustarsi un piatto di spaghetti con le vongole o altre ricette tipiche del nostro Paese. Questo tipo di pasta è diventato così famoso, tanto da comparire anche in opere teatrali e cinematografiche. E’ nella scena finale del primo atto del film Misera e Nobiltà – commedia di Eduardo Scarpetta portata sul grande schermo da Totò – con il principe della risata che la mangia con le mani e se la conserva anche in tasca dopo un lungo periodo di digiuno. E proprio con le mani nel Meridione si mangiava questo tipo di pasta in passato perché le forchette dell’epoca, con tre punte, non erano idonee ad avvolgere gli spaghetti.

Varietà di preparazione degli spaghetti

Non c’è bisogno neanche di elencare i tanti primi piatti che possono essere confezionati con questa pasta: spaghetti cacio e pepe, spaghetti allo scoglio, spaghetti alla carbonara e chi più ne ha più ne metta. Ma non solo Italia: questo tipo di pasta è utilizzato anche in altre parti del mondo e anche in maniera molto ‘fantasiosa’. Ad esempio in Cina sono ottimi fritti: li avete mai provati? Io preferisco una versione più ‘italiana’, ma dove c’è gusto…

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