Coca cola, la bibita più famosa (e criticata) al mondo

Data Pubblicazione: 19/12/2017

Coca cola, la bibita più famosa (e criticata) al mondo

E’ la bevanda analcolica più conosciuta al mondo: la Coca Cola ha fatto la sua comparsa nel mondo alla fine del diciannovesimo secolo e in meno di cento anni ha conquistato tutti. Ancora oggi, nonostante la presenza di diversi competitor e le critiche che arrivano da più parti per gli effetti negativi sulla salute, continua ad essere tra le bevande più consumate al mondo. Caratterizzata da un colore scuro, ha un gusto simile al caramello: bevanda frizzante, è spesso consumata nei fast-food ma può anche essere utilizzata nella preparazione di dolci.

Proprietà della coca cola

Questa bibita è caratterizzata dall'elevata presenza di acqua e zuccheri. Anche se gli ingredienti Coca Cola non si conoscono con precisione, si può dire che mancano completamente o quasi altri nutrienti. Proprio per l’elevata presenza di zuccheri, la Coca Cola è assolutamente da evitare in caso di diabete, sovrappeso e ipertrigliceridemia. Bevanda altamente sconsigliata anche per i bambini vista la presenza di un’elevata quantità di stimolanti e glucidi solubili.

Ma gli effetti negativi di questa bibita non finiscono qui. L’elevata presenza di caffeina sarebbe responsabile della forte dipendenza che genererebbe il consumo della bevanda; bere Coca Cola ha effetti negativi sui denti e (per le donne) è stata riscontrata una correlazione tra il suo consumo e l’insorgenza dell’osteoporosi.

Cenni storici

Molto articolata la storia della Coca Cola che è stata creata in America nel 1886 da J. S. Pemberton. Il farmacista la ideò come rimedio per il mal di testa e contro la spossatezza. Conosciuta come Pemberton’s French Wine Coca, questa bibita era realizzata con un estratto di noci di cola e di coca: proprio da questo prende l’attuale nome.

La ricetta

originava dal vino di coca, bevanda realizzata con vino e foglie di coca, molto apprezzata in Europa. Soltanto in un secondo momento all'alcol si sostituì l’estratto di noci di cola.

Quando la coca venne poi messa al bando, per prepararla si eliminò l’alcaloide dagli estratti delle foglie di coca. In crisi finanziaria Pemberton vendette i diritti della Coca Cola a Asa Candler, un uomo di affari americano che intuì il grande potenziale di questa bevanda. Così nel 1919 la bibita venne anche quotata in borsa e iniziò a conoscersi in tutto il mondo. Per vederla in Italia occorrerà aspettare il 1927. Da segnalare come ci sia spesso il binomio babbo natale coca cola. Questo perché si crede – erroneamente – che il vestito rosso di Santa Claus sia da attribuire proprio a questa bibita.

Utilizzo in cucina della Coca Cola

Come abbiamo già avuto modo di accennare questa bevanda analcolica può anche essere utilizzata in cucina per la preparazione di ricette dolci. Ad esempio sono deliziose delle frittelle di coca cola; non sono da meno i muffin realizzati con questa bibita e gocce di cioccolata.

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