Aragosta, il crostaceo per pranzi da ricchi

Data Pubblicazione: 01/09/2017

Aragosta, il crostaceo per pranzi da ricchi

E' il cibo dei ricchi, il simbolo di un pranzo di lusso: l'aragosta è un crostaceo che presenta una carne molto delicata. Dal costo decisamente elevato, si può trovare in ogni periodo dell'anno, anche se è spesso presente in maniera consistente sui banchi delle pescherie soprattutto durante le feste natalizie. Crostaceo di dimensioni medie, la sua lunghezza può arrivare fino a cinquanta centimetri, mentre il peso non supera gli otto chili. Presenta una corazza molto forte, definita carapace, ma non ha chele. Caratteristiche sono le due lunghe antenne che servono sia come organi di senso che come strumento di difesa. Esistono 32 specie diverse di aragoste, 2 quelle diffuse nel Mar Mediterraneo: la Palinurus mauritanicus e la Palinurus regius.

Valori nutrizionali

della Aragosta Come altri crostacei, quali i gamberi e i granchi, anche l'aragosta è caratterizzata un'elevata presenza di colesterolo. Dall'alto contenuto proteico, assicura un basso apporto calorico ed un importante apporto di sali minerali e vitamine. Come per le ostriche, sono noti gli effetti afrodisiaci delle aragoste. Controindicate per chi deve limitare l'apporto di sale in quanto ricche di sodio. Ecco l'etichetta nutrizionale per 100 g di Aragosta:
  • Kcal 77
  • Proteine 16,52 g
  • Carboidrati 0 g
  • zuccheri 0 g
  • Grassi 0,75 g
  • saturi 0,181 g
  • monoinsaturi 0,22 g
  • polinsaturi 0,296 g
  • colesterolo 127 mg
  • Fibra alimentare 0 g
  • Sodio 423 mg

Cenni Storici

La storia dell'aragosta è lunga e testimonianze si hanno già all'epoca dei romani. Ad esempio si ritrovano mosaici che rappresentano le aragoste nei vivai pompeiani. Proprio nell'antica Roma, l'aragosta era chiamata locusta e già allora era considerato cibo molto prezioso. All'epoca però era anche considerato un alimento poco digeribile ed è per questo che era cotta con acqua e aceto per renderla maggiormente assimilabile. Con il Medioevo questo crostaceo divenne simbolo di eretici e pagani, che secondo il pensiero cristiano dell'epoca erano considerate persone poche stabili. E in effetti ancora oggi l'aragosta è simbolo dell'incostanza.

Come conservare

Le aragoste acquistate fresche possono essere conservate in frigorifero per un giorno, ricoperte da un foglio di pellicola alimentare. Possibile anche metterle in un sacchetto freezer. Se si è certi della freschezza del crostaceo, è possibile anche congelarlo in sacchetti chiusi ermeticamente. In questo caso possono essere conservati anche per  tre mesi. Importante però il modo in cui vengono scongelati. E' consigliabile mettere il sacchetto con l'aragosta in acqua fredda e poi nel frigorifero. La polpa non andrebbe scongelata a temperatura ambiente o in acqua calda perché lo sgocciolamento inficia la qualità dell'alimento.

Varietà di preparazione in cucina

L'aragosta in cucina può essere preparata in svariati modi. Bollita, alla griglia, ma non solo. Questo crostaceo può andare a insaporire un ottimo risotto o un classico spaghetto. Tipico piatto natalizio è l'aragosta in Bellavista, ma le ricette da poter fare con questo alimento sono davvero numerose e tutte squisite. C'è l'imbarazzo della scelta... che bontà!

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