Semi di lino in cucina, come utilizzarli

Semi di lino in cucina, come utilizzarli

Pianta erbacea che fa parte della famiglia delle Linaceae, il lino è impiegato in numerosi campi. Si va dall’alimentazione – soprattutto i semi di lino – all’uso ornamentale e poi inchiostro, tessile, come diluente per vernici. Restando all’ambito alimentare, è molto famoso l’olio di lino che presenta una grande quantità di acidi grassi essenziali ed è per questo considerato un alimento nutraceutico.

L’olio si ricava dai semi di lino che, oltre al lipidi, presentano una composizione dove emergono la grande quantità di vitamine e minerali e una buona presenza di fibre alimentari e antiossidanti. Quando si parla di semi di lino, benefici possono derivare dal loro consumo in quanto capaci di andare a ridurre alcune carenze nutrizionali. Ad esempio l’utilizzo è consigliato in caso di carenza di omega 3.

 

Prima di addentrarci nel conoscere meglio le proprietà, vediamo quali sono le varietà di questi semi. Se ne possono distinguere essenzialmente due: marrone e giallo dorato che presentano la più o meno la stessa composizione. Diverso invece il caso della Linola (lino giallo Solin) che ha una carenza di omega 3.

Semi di lino, come consumarli in cucina

In alimentazione i semi di questa pianta possono essere consumati freschi, tostati, essiccati, germogliati o utilizzati per produrre farina. Ovviamente quelli freschi presentano un contenuto nutrizionale più elevato ma hanno un tempo di conservazione minore. Esatto contrario per quelli tostati che perdono gran parte delle loro proprietà.

Di difficile conservazione è anche la farina di semi di lino che per questo è da ritenere un prodotto a consumo immediato. In linea generale, la conservazione può avvenire sotto vuoto o in contenitori chiusi ermeticamente e oscurati. In tali condizione può resistere fino a 9 mesi. Al contrario, a contatto con l’aria non dura oltre una settimana. Per quanto riguarda, invece, i semi di lino germogliati sono meno diffusi e presentano un sapore tendente al piccante.

I semi di lino freschi o essiccati sono utilizzati soprattutto nella cucina vegana per ricette salate; ottimi anche per realizzare dolci, in particolare quelli che prevedono un mix di cereali e frutta secca. La farina, invece, è usata per la panificazione, rappresentando una piccola percentuale dell’impasto di base. Attenzione però alla difficoltà di digestione dei semi di lino. Non sono pochi i casi di problemi intestinali dovuti alla loro assunzione senza il giusto supporto d’acqua.

Semi di lino proprietà e medicina tradizionale

Ma i semi di lino non sono soltanto alimentazione: in antichità erano usati nella medicina tradizionale austriaca. Benefici erano riconosciuti per i problemi agli occhi e alle vie respiratorie, in caso di febbre, reumatismi e gotta. Oggi, invece, sono riconosciuti i benefici per chi soffre di stipsi, a patto di accompagnare il loro consumo con abbondante acqua per evitare di scaturire l’effetto opposto. Inoltre sono stati dimostrati gli effetti sui valori del colesterolo (tendono ad abbassarlo) e sulla glicemia (riduce i livelli di zucchero nel sangue). Inoltre recenti studi hanno dimostrato che i semi di lino portano benefici nel bloccare tumori della mammella e della prostata.

 


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